28) Heisenberg. Confronto con Kant.
Kant riteneva che i suoi concetti sarebbero stati la base di ogni
futura metafisica che si presenti come scienza. Ma si sbagliava,
nel senso che essi hanno solo un'area limitata di applicabilit.
W. Heisenberg, Fisica e filosofia, tra d. it. di G. Gnoli, Il
Saggiatore, Milano, 1966, pagine 106-109.

 La legge di causalit non  pi applicata nella teoria dei quanta
e la legge di conservazione della materia non risulta pi vera per
le particelle elementari. Naturalmente Kant non poteva aver
preveduto le nuove scoperte, ma poich era convinto che i suoi
concetti sarebbero stati la base di ogni futura metafisica che si
presenti in forma di scienza  interessante constatare come i
suoi argomenti siano stati erronei.
Come esempio prendiamo la legge di causalit. Kant afferma che
ogni qualvolta osserviamo un evento noi presumiamo che esiste un
evento precedente da cui il primo deve seguire secondo una certa
regola. E' questa, come dice Kant, la base di ogni lavoro
scientifico. In questo caso non ha importanza se noi possiamo o
meno sempre trovare l'evento precedente da cui l'altro seguiva. In
realt molte volte possiamo trovarlo. Ma anche se non possiamo,
nulla pu impedirci di chiederci quale avrebbe potuto essere
quell'evento precedente e di cercarlo. Quindi, la legge di
causalit si risolve nel metodo stesso della ricerca scientifica:
 la condizione che rende possibile la scienza. Giacch noi in
effetti applichiamo questo metodo, la legge di causalit  a
priori e non derivata dall'esperienza.
E' vero questo nella fisica atomica? Consideriamo un atomo di
radio che possa emettere una particella alfa. Il tempo
dell'emissione della particella alfa non pu essere previsto.
Possiamo soltanto dire che in media l'emissione potr avvenire in
circa duemila anni. Perci, quando osserviamo l'emissione noi non
cerchiamo in realt un evento precedente dal quale l'emissione
deve derivare secondo una regola. Logicamente sarebbe
perfettamente possibile ricercare tale evento precedente, e non 
necessario che ci si scoraggi per il fatto che fin qui non se ne 
trovato nessuno. Ma perch in questo importantissimo problema il
metodo scientifico si  veramente trasformato dopo Kant?.
Due risposte sono possibili a questa domanda. La prima  che noi
ci siamo convinti con l'esperienza che le leggi della teoria dei
quanta sono giuste e che, se lo sono, sappiamo che un evento
precedente, da considerare come causa dell'emissione a un momento
dato, non pu essere trovato. L'altra risposta dice: noi
conosciamo l'evento precedente, ma non in modo del tutto preciso.
Noi conosciamo le forze del nucleo atomico che sono responsabili
dell'emissione della particella alfa. Ma questa conoscenza
contiene l'incertezza prodotta dall'interazione fra il nucleo e il
resto del mondo. Se volessimo sapere perch la particella alfa 
stata emessa in quel momento particolare dovremmo conoscere la
struttura microscopica del mondo intero ivi inclusi noi stessi, il
che  impossibile. Perci gli argomenti di Kant a favore del
carattere a priori della legge di causalit non possono pi
ritenersi validi.
Una discussione simile potrebbe farsi sul carattere a priori dello
spazio e del tempo come forme dell'intuizione. Il risultato
sarebbe lo stesso. I concetti a priori che Kant considerava come
un'indiscutibile verit non sono pi accolti nel sistema
scientifico della fisica moderna.
Essi formano tuttavia parte essenziale di questo sistema in un
senso alquanto diverso. Nella discussione dell'interpretazione di
Copenhagen della teoria dei quanta  stato messo in rilievo che
noi usiamo i concetti classici nel descrivere la nostra
attrezzatura sperimentale e pi in generale nel descrivere quella
parte del mondo che non appartiene all'oggetto dell'esperimento.
L'uso di questi concetti, includenti spazio tempo e causalit, 
in effetti la condizione per osservare gli eventi atomici ed , in
questo senso, a priori. Ci che Kant non aveva previsto era che
questi concetti a priori potessero essere le condizioni per la
scienza e avere, nello stesso tempo, soltanto un'area limitata di
applicabilit. Quando facciamo un esperimento dobbiamo assumere
una catena causale di eventi che conduce dall'evento atomico
attraverso l'apparecchiatura sperimentale fino all'occhio
dell'osservatore; se non si ammette questa catena causale nulla si
potrebbe conoscere circa l'evento atomico. Dobbiamo tuttavia
ricordare che la fisica classica e la causalit hanno solo un'area
limitata di applicabilit. Questo  stato il paradosso
fondamentale della teoria dei quanta che non poteva essere
previsto da Kant. La fisica moderna ha trasformato l'affermazione
di Kant circa la possibilit di giudizi sintetici a priori da
metafisica in pratica. I giudizi sintetici a priori hanno di
conseguenza il carattere d'una verit relativa.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume quarto, pagine 810-811.
